venerdì 26 giugno 2009

La moderna lettera scarlatta: D di debitore

E' ormai anni che si parla di "privacy".
Ogni informazione personale è regolata da una normativa che, ufficialmente, protegge le nostre esistenze. Un tentativo nobile, per lo meno sulla carta, di salvaguardare il mondo privato dall'invasione massiccia dei mezzi tecnologici.
Ma chi vive in un condominio, molto spesso si domanda se non ci sia una violazione di questo sacrosanto diritto nel momento in cui si vede recapitare dall'amministratore la tabella di riparto dei versamenti.
In tale prospetto c'è la famigerata colonna dei conguagli, da cui si evince se il condomino tal dei tali ha pagato regolarmente la sua quota di spese.
Naturalmente considero legittimo saldare quanto dovuto nei tempi stabiliti, ma mi chiedo se sia altrettanto legittimo comunicare esplicitamente il nome di chi, per mille motivi, non sia riuscito ad estinguere, per tempo, il suo debito.
Con questo mio post non voglio assolutamente provocare polemiche da parte di chi, come la sottoscritta, ha sempre regolarmente pagato, ma mi domando a cosa possa servire tale "gogna" se non a scatenare malumori sia fra i "virtuosi" che fra gli insolventi.
Se si trovasse un modo più discreto per gestire la questione non saremmo costretti ad ascoltare commenti infelici e inopportuni come "ha letto i nomi delle persone che non pagano? Eppure vanno in giro a testa alta".
Personalmente manderei in giro a testa bassa l'autore di tale discutibile e censurabile boutade. Se tornasse in vita Nathaniel Hawthorne aggiornerebbe il suo splendido romanzo "La lettera scarlatta" sostituendo la A di adultera con la D di debitore.

W la privacy.

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