mercoledì 29 giugno 2011

Viva la vie Boheme!






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Come misuriamo un anno? In minuti? In tramonti, in albe o in tazzine di caffè? E perché non misurarlo con l'amore?
Questo è il consiglio spassionato di Jonathan Larson, compositore e drammaturgo statunitense, autore di musica e testi del toccante musical "Rent", trasposizione moderna della "Bohème" di Giacomo Puccini.




Amante come sono delle opere musicali moderne, non potevo farmi sfuggire l'occasione di acquistare il DVD "Rent: Filmed Live on Broadway", la performance finale dello spettacolo che ha chiuso i battenti a Broadway il 7 settembre 2008, dopo 12 anni di permanenza in cartellone.




"Rent" narra un anno di vita di alcuni artisti spiantati , impegnati a sopravvivere creando la loro arte e sfidando quotidianamente la morte rappresentata non dalla tubercolosi, come nella classica opera Pucciniana, ma dall'AIDS.




L'opera rock di Larson tocca temi scottanti e di attualità come la stessa sindrome da immunodeficienza acquisita (solo gli ottusi possono crogiolarsi nell'idea sia una malattia del secolo scorso), la povertà e la discriminazione sessuale. I personaggi, le cui diverse personalità sono splendidamente definite, ci conducono in un mondo problematico, impietoso e a tratti senza futuro. Ma proprio in virtù della mancanza di un domani certo, Larson invita a vivere ogni giorno come fosse l'ultimo.




Inutile dire che i punti di forza di questa pièce teatrale, oltre alla forte caratterizzazione dei personaggi, sono i brani, alcuni memorabili e struggenti ("Without you" e "I'll cover you reprise"), altri entusiasmanti e dinamici ("La vie Boheme" "Take me or leave me"), altri ancora poetici e riflessivi ("Seasons of love" e "Will I").




L'autore ha vissuto da Bohémien alcuni anni della sua vita incontrando le stesse difficoltà dei suoi personaggi. Come loro viveva in un loft senza riscaldamento, in situazioni economiche a dir poco precarie e cercando di lasciare un segno nel mondo dell'arte. Inoltre come Mark, uno dei protagonisti della sua opera, anche la ragazza di Larson lo lasciò per un'altra donna.




I riferimenti alla "Bohème" sono molteplici a partire da alcuni nomi dei protagonisti fino ad arrivare alla (ri)narrazione in chiave moderna di alcune vicende, ma l'omaggio più eclatante all'opera Pucciniana è il Walzer di Musetta accennato in più di una occasione.




Impossibile non commuoversi durante il "Finale B", soprattutto sapendo che Jonathan Larson, dopo anni di incessante lavoro sulla sua opera, è morto la notte precedente al debutto di "Rent" per aneurisma cerebrale a soli 36 anni.




Nel brano cantato da Mimi e Roger, "Another Day", Larson ha lasciato inconsapevolmente il suo epitaffio :




"il cuore può congelarsi o può bruciare
il dolore si placherà solo se riuscirò ad imparare
che non c'è futuro
non c'è passato
Vivo questo momento come fosse l'ultimo
Ci siamo solo noi
solo questo
Lascia stare il rimpianto o ti perderai la vita
Nessuna altra strada
Nessuna alternative
Non un giorno, ma oggi!"

1 commenti:

antonio ha detto...

Grazie Stefania,grazie,mi stai allungando la mano per farmi salire al tuo livello ma sono vecchio e non ce la faccio. Forse se salivo prima!
Ciao.

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