mercoledì 8 giugno 2011

Parigi: rosa eterna










"Molti vanno a Parigi e pochi ci sono stati".

Così scriveva il saggista illuminista del 1700 Francesco Algarotti durante il suo soggiorno nella capitale francese. E come dargli torto: Parigi non si visita, ma nel limite del possibile si vive.
Parigi è generosa, sorprendente e affascinante.





Impossibile rimanere indifferenti alla vastità delle sue piazze, alla maestosità dei suoi edifici, all'austerità dei suoi monumenti.







Come non apprezzare la prospettiva dei suoi Champs Elysées e non affrontare con ammirazione il percorso che dal Louvre ci fa scoprire la Tuilleries e più giù fino alla grandiosa Place de La Concorde per poi terminare all'Etoile e al suo imponente Arco di Trionfo.






Come tentare di ignorare il fascino della Tour Eiffel e come rifiutare una scalata verso i suoi piani alti per poter ammirare in tutto il suo splendore la Ville Lumière.









Ma Parigi non è solo architettura.




Parigi è storia, arte musica.





Ovunque un evento, un momento da condividere e godere.





Parigi è "verde": i suoi immensi parchi impreziositi da fontane e fiori rappresentano oasi piacevoli per parigini e turisti.
Parigi è vivacità, eleganza e gentilezza.






Esisterà un'altra Parigi? Sicuramente come tutte le megalopoli anche Parigi avrà la sua "corte dei miracoli" del XXI secolo.
Indifferenza, povertà e disperazione soggiorneranno nei sobborghi più poveri e reietti della capitale.
Anche Parigi avrà i suoi aguzzini, i suoi ladri e i suoi cattivi amministratori.
Anche a Parigi ci sarà chi faticherà ad arrivare a fine mese.






In fondo anch'io sono andata a Parigi senza esserci stata.




L'ho soltanto sfiorata. Ne ho colto l'essenza migliore. La parte più pura, gradevole e innocua.




La ricorderò, come sempre, splendida e perfetta: come una rosa eterna incapace di sfiorire.



Scusatemi per queste impressioni di viaggio zoppe, ma ero semplicemente in vacanza…


2 commenti:

antonio ha detto...

Parigi sarà sempre viva nella storia: l'illuminismo nasce lì,e da questo nasce un mondo nuovo,(sempre a Parigi)la rivoluzione che ha ribaltato il mondo. Per un tozzo di pane hanno tagliato teste che andavano tagliate perchè il ragionamento portava lì. Un sasso di quelle piazze vale più di una Biblioteca. Scusa la foga. Ciao.

Stefania Lusetti ha detto...

Grazie a te, Antonio, per i tuoi abili e opportuni commenti da persona sagace e colta quale tu sei. E' un piacere trovarti e la mia non è piaggeria. Un forte abbraccio!

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