...e Peter Pan ammicca e vola verso l'isola che non c'è

dal secondo teaser di "Star Wars. Il risveglio della forza"

Peter Pan vive in me. O forse io sono Peter Pan… Anche se lo specchio, crudelmente, rimanda un’immagine totalmente differente, non sono cambiata da quel 1977: la stessa bocca spalancata, gli stessi occhi sbarrati, la stessa adrenalinica sensazione.  
Come spiegare a mio figlio di nove anni perché sua mamma urla di emozione e lascia scorrere una lacrima alla vista di un piccolo teaser? Come raccontare cos’ha significato Star Wars per una parte della mia generazione? 
Come trasmettergli i miei ricordi, senza sentirmi ridicola? 
Lo Strar Destroyer precipitato nel deserto, la maschera deformata di Vader, la mano di Luke mentre tocca la cupola del piccolo Artoo, gli X-Wing a pelo d’acqua e poi quella carrellata di volti nuovi, ma convincenti, le frenetiche scene di combattimento e per finire Han e Chewie che “tornano a casa” mi hanno esaltato, commossa e sconvolta. 
Mentre passavo il telefonino a mio figlio pensando di regalargli le stesse emozioni, continuavo a ripetere che era fantastico, da urlo, da pelle d’oca, ma capivo dal suo sguardo che per lui sarebbe stato diverso: un semplice teaser di un film che vorrà vedere, ma nulla più. 
E mi sono sentita ridicola e sciocca. 
Ho sperato che mio marito non comprendesse la mia strana eccitazione…neppure lui avrebbe capito.
Avrei voluto pubblicare sul mio profilo facebook il mio entusiasmo per ciò che ci attenderà a dicembre, ma poi ho pensato alle reazioni di alcuni amici, troppo razionali o semplicemente troppo preoccupati di vivere per occuparsi di certe “futilità” e ho desistito. 
A distanza di dodici ore mi domando se la mia sia una stupida regressione infantile o fervore legittimo di una semplice fan per una delle saghe più belle della storia cinematografica moderna. 
Ma si può essere “fan” a quasi 48 anni suonati? 
Non dovrei cominciare ad occuparmi di argomenti più seri e virtuosi? 
Mi fermo, rifletto e sorrido: cosa esiste di più serio e virtuoso dell’arte. Star Wars non è arte? 
 Forse arte “popolare”, magari neppure lontanamente paragonabile a pellicole dirette da Kubrik o Kurosawa, ma è pur sempre una elevata espressione di essa. 
Ricordo i grandi disegni di Ralph McQuarrie, le indimenticabili musiche di Williams, la perfetta sceneggiatura di Kasdan, i riferimenti a una nuova mitologia moderna e mi dico, sempre più convinta, Star Wars è arte. 
Ho pensato al grande lavoro affrontato da chi stava dietro le quinte di questo settimo episodio e ho tentato di immaginare la loro eccitazione e la loro preoccupazione nell’offrire un’opera che non deludesse la platea. E tutto questo è arte! 
Ho smesso di sentirmi ridicola e quella strana sensazione di inadeguatezza mi ha lentamente abbandonato. 
Non pubblicherò nulla sulla mia pagina facebook, non per vergogna, ma per evitare di perdere tempo con chi non capirebbe mai. 
E mentre ascolto per l’ennesima volta il tema della forza, ringrazio Abrams per avermi riportato a quel magico 1977: il Peter Pan dentro me ammicca e vola entusiasta verso l’isola che non c’è.

2015 - Pubblicazione sul sito Guerre Stellari

Nessun commento: