Il Passato al Passato

"Inverness. Isolotto sul fiume Ness" 
Immagine di Stefania Lusetti

L'aveva trovato. Era stato semplice, quasi immediato. D'altra parte con internet tutto diventava possibile, anche rintracciare una persona che non vedeva da vent'anni.
L'immagine doveva essere recente perché i capelli, che ricordava biondi, si erano ingrigiti, ma il resto di lui era rimasto immutato: era sempre un bell'uomo.
L'entusiasmo iniziale per averlo rivisto, si trasformò in dolore quasi fisico. La bocca dello stomaco si stava contorcendo in modo innaturale e il cuore aveva cominciato a ballare freneticamente.
S'impose di calmarsi e pensare a cosa fare.
Avrebbe chiesto l'amicizia e se lui avesse acconsentito, gli avrebbe fatto sapere che, anche lei, nel suo piccolo, era diventata un personaggio.
Era impaziente che lui scoprisse come era cambiata, sia fisicamente che emotivamente.
Non era più la ragazzina triste e spenta di una vita fa, ma una donna sicura e vivace. E anche se, ancora oggi, non poteva considerarsi attraente, sapeva di aver sviluppato la preziosa dote di conquistare il pubblico maschile con il suo carisma e la sua eloquenza.
Aveva appreso dai suoi ex compagni di avventura, che si era sposato, aveva avuto tre figli e che occupava uno scranno in Parlamento.
Lei, invece, aveva provato a convivere solo per un breve periodo di tempo, faceva lo stesso lavoro di sempre, ma era riuscita a pubblicare due romanzi.
Rimase ad osservare la foto di Aldo lasciandosi investire dai ricordi.
Quando l'aveva visto per la prima volta, aveva accuratamente evitato di avvicinarsi a lui. Troppo bello, troppo intelligente, troppo ambizioso e troppo pericoloso per lei, così fragile e timida.
Ma era stato lui ad avvicinarsi a lei. La cercava, scherzava, le chiedeva consigli. In un attimo Mariella si ritrovò invaghita di lui ed estremamente sensibile alle sue attenzioni, fino a quando fece ciò che non avrebbe mai dovuto fare: gli confidò il suo affetto.
Aldo si allontanò immediatamente e lei si maledì per la sua ingenuità.
Mai dichiararsi ad un uomo fu la lezione che imparò a sue spese.
Riversò tutta l'amarezza provata nel suo primo romanzo.
Ma la soddisfazione di vedere pubblicato un suo lavoro la risollevò da quella delusione.
Cominciò a frequentare persone diverse, intellettualmente stimolanti e, soprattutto, lontane dal mondo politico.
La situazione sentimentale rimase sempre precaria, ma aveva scoperto il piacere di accettarsi, valorizzare le qualità e minimizzare i difetti.
Aveva anche imparato a convivere con quel fastidioso ricordo della sua dichiarazione d'amore.
L'imbarazzo era ancora evidente, ma non intollerabile come un tempo.
Però, ora che l'aveva trovato, avvertiva un impellente bisogno di rivalsa. Niente di drammatico o plateale, ma solo una piccola comunicazione, quasi un post scriptum, in cui gli annunciava che anche lei, in un certo modo, era "qualcuno".
Osservò ancora una volta quel volto noto e al tempo stesso estraneo.
Si chiese cosa avessero in comune in quel momento.
Solamente qualche flashback di una vita ormai lontana e qualche nome di vecchi militanti. Nulla di più.
Puntò il mouse sulla X in alto a destra dello schermo e dopo qualche secondo la cliccò.
Aveva vissuto senza di lui tutto quel tempo, avrebbe continuato a farlo fino alla fine dei suoi giorni.
Dopo tutto lei era soddisfatta della propria vita anche se, dall'esterno, poteva apparire incompleta e solitaria.
Ciò che apparteneva al passato doveva rimanere nel passato.
Oltre le frontiere dei ricordi c’era sempre la sua vita da vivere.
Aprì una pagina di word e iniziò il suo terzo romanzo.


2015 - V Concorso Letterario di poesia e racconto breve “Ricordando” – Tema “Oltre le Frontiere” (Oltre le frontiere del tempo, dei ricordi, dello spazio, della geografia…) – Secondo posto con il racconto “Il passato al passato”

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